Podcast di storia

Biografie del periodo anteguerra - Storia

Biografie del periodo anteguerra - Storia


We are searching data for your request:

Forums and discussions:
Manuals and reference books:
Data from registers:
Wait the end of the search in all databases.
Upon completion, a link will appear to access the found materials.

Anthony, SusanMacon, Nathaniel
Audbon, JohnMason, Lowell
Austin, StephenMcCormick, Cyrus Hall
Baldwin, HenryMcKinley, John
Barbour, PhilipMcClean, John
Barnum, Phineas TaylorMelville, Hermann
Beckworth, JamesMorse, Samuele
Biddle, NicholasMott, Lucrezia
Falco NeroNelson, Samuel
Blackwell, ElizabethOsceola
Bowie, JamesPerry, Matteo
Campbell, JohnPoe, Edgar Allan
Calhoun, JohnPoteri, Hiram
Carson, KitSanta Anna
Catron, JohnScott, Winfield
Clay, HenryCantante, Isaac
Clinton, De WittSmith, Joseph
Cobb, HowellStanton, Elizabeth
Cooper, James FenimoreStevens, John
Crockett, DavidStevenson, Andrew
Curtis, BenjaminStockton, Robert
Daniele, PietroStoria, Giuseppe
Douglas, StephenStowe, Harriet
Douglass, FrederickTaney, Roger
Drake, EdwinTaylor, John
Emerson, Ralph WaldoThompson, Seth
Espy, James PollardThoreau, Henry David
Foster, Stephen CollinsTrimble, Robert
Fremont, John CharlesVerità, viaggiatore
Guarnigione. William LloydTubman, Harriet
Goodyear, CharlesWayne, James
Grely, OrazioWebster, Daniel
Grier, RobertSalda, Teodoro
Grimke, Sarah MooreWhittier, John
Hayne, Robert YoungWinthrop, Robert
Houston, SamuelWoodbury, Levi
Hunter RobertYoung, Brigham
Irving Washington
Jones, John Winston
Longfellow, Henry Wadsworth
Lovejoy, Elijah Parish
Lowell, James Russell
Lundy, Benjamin

Biografie del periodo anteguerra - Storia

Il periodo anteguerra e le riforme
Il numero schiacciante di riforme nel periodo anteguerra era il risultato del rapido cambiamento che stava avvenendo in tutto il paese. Questi cambiamenti sono stati visti in economia, politica e società. Gli americani hanno reagito in un panico nazionale che ha creato dubbi sulla bontà dei cambiamenti che l'America stava attraversando. L'istituzione e poi l'ascesa dell'economia di mercato e il Secondo Grande Risveglio ebbero l'effetto maggiore sull'America. L'effetto di queste due cose ha portato a molte riforme da molte persone diverse in vari aspetti dell'America.

L'economia di mercato ha avuto un cambiamento significativo in tutta la politica, l'economia e la società. L'economia di mercato è il luogo in cui uomini e donne coltivavano e producevano beni da vendere in patria o all'estero… Il denaro che gli individui ricevevano dalle transazioni di mercato…..acquistavano oggetti prodotti da altre persone.1 Questo sistema è stato concepito in modo che ogni persona seguente potrebbe produrre beni per un profitto. L'economia americana è stata probabilmente la più colpita delle tre funzioni nazionali. L'economia di mercato ha iniziato molti miglioramenti in America attraverso l'industrializzazione. Nuovi interventi nei trasporti e nella tecnologia hanno avuto un effetto importante sul ritmo con cui l'America ha funzionato. Il trasporto fiorì con la costruzione di ferrovie, canali e una strada nazionale. Anche la tecnologia ha prosperato in modo significativo con invenzioni come il battello a vapore e il telegrafo. C'è stato un netto aumento nelle città in quanto la popolazione è aumentata rapidamente. Queste città erano per lo più città industriali e contenevano una grande popolazione di immigrati. Gli immigrati hanno creato molta concorrenza nel mondo economico perché man mano che la popolazione cresceva, diventava sempre più difficile trovare un lavoro e gli immigrati erano disposti a lavorare per salari bassi a differenza di molti americani. L'economia di mercato incoraggiava il lavoro salariato che era una forma di specializzazione. Molte persone sono state incorporate in questo sistema essendo pagate così tanto per le parti. Ciò ha portato a fabbriche che hanno portato le singole parti sotto lo stesso tetto. Una delle ultime cose che sono venute fuori da tutti questi rapidi cambiamenti sono stati i continui cicli di espansione e contrazione. Ci sono state molte volte che la produzione avrebbe superato la domanda e quindi i prezzi sarebbero diminuiti causando una depressione a causa delle persone che facevano affidamento sui profitti di questi articoli.
Anche la politica e la società sono state influenzate dall'economia di mercato. In politica, l'ascesa dell'economia di mercato è stata sostenuta dal governo americano. Il governo ha incoraggiato le singole imprese e le società, nonché le nuove forme di tecnologia e trasporto. Il governo vuole anche l'espansione che accompagna queste nuove trasformazioni. Con l'aumento di questi cambiamenti, anche una significativa divisione del partito è aumentata. I nazionalisti si scissero creando i Democratici e i Whigs. I Democratici rappresentavano una vasta gamma di punti di vista e disprezzavano l'idea di riforma dei Whigs. I Whig furono coinvolti in molti tipi di riforma, specialmente nella riforma del governo. La società è stata influenzata dall'economia di mercato mentre gli americani erano combattuti tra la tradizione e le nuove idee. L'ideologia del lavoro a scopo di lucro ha particolarmente attirato l'attenzione sul paese diversificato. Questo riconoscimento delle distinzioni di ciascun gruppo ha creato tensioni tra molti gruppi. C'era un evidente divario di classe tra la classe superiore e la classe inferiore. I nuovi cambiamenti hanno aiutato i più ricchi a diventare più ricchi e hanno aumentato il divario di classe. La classe media sta crescendo molto rapidamente poiché questo illustre gruppo era costituito per la maggior parte da uomini d'affari. La competizione per i posti di lavoro nelle città industrializzate ha provocato tensioni etniche a causa dell'ostilità nei confronti degli immigrati che stavano prendendo i lavori necessari agli americani. Mentre il Nord diventava prospero attraverso l'industrializzazione, il Sud aveva ancora l'istituzione della schiavitù. Il settorialismo è cresciuto quando le persone, oltre ad altre, hanno iniziato a mettere in discussione la schiavitù. Ciò ha creato tensione tra schiavi e bianchi, nonché tra nord e sud. Un'altra tensione era tra donne e uomini. La donna, a causa dell'economia di mercato, ha ricevuto nuove opportunità nei campi del lavoro e riceveva salari molto più bassi degli uomini. Pertanto, la donna ha iniziato a vedere che non erano considerati uguali.

Oltre all'economia di mercato, il Secondo Grande Risveglio ha avuto un grande effetto sul modo in cui la gente vedeva l'America. Il Secondo Grande Risveglio è stato un evento che si è concentrato sull'auto-miglioramento e sulla riforma. Anche se questo evento era per lo più religioso, ha portato molte persone alla realizzazione dell'America e di se stesse. Poiché ha incoraggiato la riforma, molte persone sono state coinvolte e hanno iniziato a vedere che c'erano molti miglioramenti da apportare in politica, società ed economia. Molti tipi diversi di persone hanno assunto ruoli importanti in questo movimento, specialmente evangelisti e donne. L'istituzione di gruppi di riforma è avvenuta su tutto, dalle riforme scolastiche ai gruppi abolizionisti.


Cronologia dell'era anteguerra

1814
– Il 24 dicembre, il Trattato di Gand, firmato tra Stati Uniti e Gran Bretagna, pone fine alla guerra del 1812.

– La Louisiana diventa il 18° stato e l'area lasciata dall'acquisto della Louisiana diventa territorio del Missouri.

1820
– Il Compromesso del Missouri del 1820 separò gli stati schiavi e liberi al 36º30′ nord parallelo.

– I Gaslight vengono introdotti a New York, seguiti anche da altre città.

– Il Maine viene separato dal Massachusetts, per diventare uno stato separato.

– Le leggi anti-duello sono approvate dallo stato del Maine, che impone una multa di $ 1.000 contro la sfida a una persona o l'accettazione di una sfida a un duello.

– Viene istituito l'American Temperance Movement per limitare il consumo di alcol.

1821
– Il primo insediamento in Texas viene creato da Stephen Austin, dopo essere stato approvato dal governo messicano.

– La proprietà come qualifica per il voto viene abolita da New York e Massachusetts.

1822
– La Florida orientale e parti della Florida occidentale vengono combinate per formare un unico territorio, il 30 marzo.

– Viene rivelata una ribellione di schiavi, guidata da Danimarca Vesey e altri, e vengono giustiziati.

– Il Negro Seamen Act della Carolina del Sud mette tutti gli schiavi in ​​arresto, fino al momento in cui le loro navi lasciano il porto.

1823
I cotonifici iniziano la produzione di tessuti con macchinari ad acqua, in Massachusetts.

1824
– Latitudine 54º40′ Nord è concordato come il limite inferiore dei possedimenti russi in terra nordamericana.

1825
– John Quincy Adams viene eletto presidente. Andrew Jackson forma il Partito Democratico.

– Viene aperto un percorso significativo attraverso il Canale Erie, che collega lo stato di New York alle valli dell'Ohio e del Mississippi.

1827
– L'occupazione congiunta dell'Oregon viene accordata agli Stati Uniti e alla Gran Bretagna.

Viene pubblicato – Freedom’s Journal, il primo giornale di proprietà e gestito dal reverendo Peter Williams, Jr., un afroamericano.

1828
Andrew Jackson viene eletto presidente degli Stati Uniti.

1829
Il dramma teatrale ‘Metamora’, o ‘L'ultimo dei Mohicani’, che divenne popolare nel 1830, mette in scena la sua prima rappresentazione il 15 dicembre. È basato su un romanzo di James Fenimore Cooper.

1830
– Un'opera teatrale ‘Lion of the West’ è scritta da James K. Paulding, che interpreta un personaggio vernacolare basato su Davy Crockett, un eroe popolare americano, soldato e politico.

– Il 24 luglio viene pubblicato il primo giornale di stampa penny (economico e alla portata delle classi lavoratrici) ‘Boston Evening Transcript’, un quotidiano pomeridiano. Benjamin H. Day ha fondato il primo penny press nel paese e ha introdotto il quotidiano ‘The Sun’ a New York.

1831
– William Lloyd Garrison iniziò a pubblicare ‘Liberator’, un giornale contro la schiavitù. Si è sviluppato in una voce di spicco nel movimento abolizionista.

– Nat Turner, uno schiavo afroamericano, guida una ribellione di schiavi il 21 agosto in Virginia.

– Prudence Crandall, un'insegnante cresciuta quacchera, apre una scuola per ragazze nere nel Connecticut.

– Da quest'anno, fino al 1861, circa 75.000 schiavi fuggono verso nord attraverso la ferrovia sotterranea.

1832
– Andrew Jackson viene rieletto Presidente degli Stati Uniti.

– Le città degli Stati Uniti sono colpite dall'epidemia di colera.

1833
– La schiavitù è messa fuorilegge in Gran Bretagna, con lo Slavery Abolition Act del 1833.

– Viene istituita a Peterborough, nel New Hampshire, il 9 aprile la prima biblioteca pubblica degli Stati Uniti a tassazione agevolata.

– L'Oberlin College viene fondato come centro abolizionista.

– Una macchina da cucire a punto annodato viene inventata dal meccanico Walter Hunt.

– L'American Anti-Slavery Society è fondata da William Lloyd Garrison e Arthur Tappan.

1834
– Viene fondato il Partito Whig.

– Cyrus McCormick inventa la mietitrice meccanica.

– Il convento delle Orsoline, vicino a Boston, viene bruciato. A New York scoppiano rivolte contro l'abolizione.

1835
Scoppia una rivolta in Texas contro il governo messicano.

1837
Il paese è testimone di un'enorme crisi finanziaria: il ‘Panic of 1837’, che dura fino alla metà degli anni 1840.

1838
Una regola ‘Gag’ viene adottata dal Congresso, che ostacola la discussione anti-schiavitù.

1839
Louis Daguerre inventa il primo procedimento fotografico, il ‘dagherrotipo’.

1844
Thomas Hancock ottiene il brevetto per la vulcanizzazione della gomma.

1846
Un giornale anti-schiavitù, il ‘North Star’, fondato dall'ex schiavo Frederick Douglass, inizia a pubblicare.

1849
Harriet Tubman si libera dalla schiavitù e continua a guidare la Underground Railroad.

1850
– Il Fugitive Slave Act approvato dal Congresso impone la partecipazione del governo alla cattura degli schiavi fuggiti.

– Un gruppo di cittadini di Boston fa irruzione in un tribunale federale per liberare lo schiavo della Virginia Anthony Burns.

1857
Il caso Dred Scott v. Sanford dichiara che gli schiavi (liberati o ridotti in schiavitù) non possono essere cittadini americani e il Congresso non ha il diritto di regolamentare (o vietare) la schiavitù negli stati.

1860
Abraham Lincoln viene eletto presidente degli Stati Uniti, facendo arrabbiare gli stati del sud.

Riassunto dell'era anteguerra

L'era anteguerra, riferita principalmente al periodo compreso tra la fine della guerra del 1812 e l'inizio della guerra civile, è caratterizzata da una crescente frattura sezionale in tutti gli Stati Uniti. Il paese ha assistito a un mix di scenari diversi, dove da un lato si combatteva per l'abolizione della schiavitù e, dall'altro, stava vivendo un cambiamento nel suo sistema economico. I progressi tecnologici che arrivavano attraverso le invenzioni si riflettevano allora nell'ambiente socioculturale generale. La stampa fu rivoluzionata, poiché una macchina da stampa di massa poteva stampare una vasta gamma di letteratura, dai giornali e pubblicità, ai romanzi. Gli stati del nord stavano progredendo con la produzione industriale su larga scala, mentre le piantagioni di cotone aumentavano nel sud. L'invenzione del sgranatore di cotone ha portato ad un aumento della domanda di schiavi. Inoltre, i codici degli schiavi dell'era anteguerra in tutti gli stati consideravano gli schiavi ‘proprietà’.

Alcuni sostengono che la storia di quest'era sia oscurata dalla guerra civile, che ha avuto un impatto maggiore e piuttosto più ampio sulla storia della nazione.


L'emergere della Chiesa Nera

L'anno 1787 vide importanti movimenti organizzativi tra i neri liberi negli Stati Uniti. A Filadelfia Richard Allen e Absalom Jones organizzarono la Free African Society, un'associazione di mutuo soccorso, e iniziarono un movimento di chiesa nera indipendente. Absalom Jones divenne il capo della Chiesa episcopale di San Tommaso, mentre Allen guidò la formazione della Chiesa metodista episcopale africana (A.M.E.), che presto ebbe congregazioni in molte città.

Man mano che la denominazione cresceva, i suoi leader si incontravano periodicamente e Allen fu nominato vescovo.

Sebbene si sappia poco del predicatore qui raffigurato, Juliann Jane Tillman, i documenti della chiesa episcopale metodista africana riconoscono che il primo vescovo, Richard Allen, riconobbe che alcune donne possedevano doni evangelici e di insegnamento. Sebbene alle donne non fosse permesso di diventare leader della chiesa nei primi anni, era loro permesso insegnare e predicare. Alcuni divennero evangelisti itineranti. Oggi l'A.M.E. La chiesa consente alle donne di essere pastori di chiese e di ricoprire altri alti uffici all'interno della gerarchia ecclesiastica.


1830-1850: inizia l'anteguerra NC

Nel 1820, un autore di New York di nome Washington Irving pubblicò una storia su un vecchio di nome Rip Van Winkle, che si addormentò per vent'anni mentre il mondo intorno a lui cambiava. In poco tempo, i visitatori provenienti da fuori lo stato chiamavano la Carolina del Nord lo stato di Rip Van Winkle. Queste persone pensavano che i leader di Tar Heel stessero "facendo un lungo pisolino" dal sostenere i cambiamenti necessari nei trasporti, nell'istruzione e nell'agricoltura, mentre alcuni stati del paese stavano facendo grandi progressi in quelle aree e altro ancora.

La Carolina del Nord ha combattuto questa immagine poco lusinghiera dal 1830 circa, quando iniziarono a verificarsi riforme e cambiamenti, fino al 1861, quando iniziò la Guerra Civile. Gli storici chiamano questi anni di relativa crescita e prosperità gli anni anteguerra.

Tempi di cambiamento — Altrove

Sono stati anni entusiasmanti nella storia americana. Nuove invenzioni come il battello a vapore, la ferrovia e il telegrafo hanno iniziato a spostare persone, merci e informazioni più velocemente che mai. Gli immigrati si stavano riversando nelle città della nazione. I pionieri stavano attraversando i monti Appalachi per insediare le terre al di là. La democrazia si stava espandendo rapidamente man mano che nuovi gruppi di cittadini stavano ottenendo il diritto di voto e partiti politici e campagne politiche iniziavano a ribollire di nuova energia. I revival religiosi stavano trasformando le chiese americane e idealisti entusiasti stavano pianificando nuovi modi per migliorare la società. I riformatori stavano avviando programmi per liberare gli schiavi, portare l'uguaglianza alle donne, porre fine all'abuso di alcol, cambiare il trattamento dei criminali, istituire scuole pubbliche e migliorare la vita di coloro che erano poveri, ciechi, sordi o malati di mente.

Mentre molte di queste attività stavano iniziando a svolgersi altrove, i nord caroliniani che volevano la riforma a casa sentivano che il cambiamento stava arrivando troppo lentamente. Sentivano che lo stato sembrava arretrato e povero.

Progressi sui limiti di trasporto

L'immagine arretrata della Carolina del Nord derivava in gran parte da un sistema di trasporto inadeguato. In questi anni il mezzo più semplice ed economico per spostare persone e merci a qualsiasi distanza era la barca. Ma i fiumi della Carolina del Nord, specialmente sopra la linea di caduta, non erano facilmente navigabili perché erano poco profondi e spesso bloccati da rocce, rapide e banchi di sabbia.

Anche se una barca potesse raggiungere la costa, gli Outer Banks bloccavano l'accesso all'oceano e creavano condizioni di navigazione insidiose per le navi dirette verso altri stati o verso l'Europa. Gli unici altri modi di viaggiare all'epoca prevedevano l'utilizzo di strade così fangose ​​e piene di solchi che potevano volerci settimane prima che un agricoltore trasportasse i suoi prodotti sul mercato con un cavallo e un carro.

Anche la schiavitù contribuisce ai periodi di sonnolenza

La schiavitù è stato un altro fattore importante che ha contribuito all'immagine di Rip Van Winkle della Carolina del Nord. La "particolare istituzione" della schiavitù era molto diffusa nella Carolina del Nord anteguerra e negli altri stati del sud. Infatti, entro la fine del periodo anteguerra nel 1861, più di uno su tre della Carolina del Nord era uno schiavo afroamericano.

Le persone schiavizzate spesso lavoravano in grandi fattorie, o piantagioni, in cui lavoravano per coltivare raccolti in contanti come cotone, tabacco e riso per i loro proprietari da vendere per un profitto. La maggior parte di queste piantagioni si trovava nella Carolina del Nord orientale, dove i fiumi ei porti marittimi vicini rendevano il trasporto dei prodotti un po' meno costoso. Altri schiavi lavoravano in fattorie di medie dimensioni e in case e laboratori in tutto lo stato. In generale, gli schiavi erano meno comuni nell'ovest, dove le scarse reti di trasporto rallentavano il commercio.

La schiavitù ha creato molti problemi per la Carolina del Nord. In primo luogo, gli stessi schiavi soffrivano spesso di superlavoro, cibo e condizioni di vita scadenti, punizioni dure e dolorose, separazione dai membri della famiglia e negazione dell'istruzione. Inoltre, la schiavitù ha ostacolato l'economia della Carolina del Nord, anche se il suo uso era un modo redditizio per coltivare i raccolti. La schiavitù promuoveva la "crescita" ma non lo "sviluppo". In altre parole, i proprietari di schiavi tendevano a utilizzare i loro profitti per acquistare più terra e più schiavi e coltivare sempre più colture dello stesso tipo (cioè crescita). Ma non hanno sperimentato molto per migliorare macchinari o metodi e diversificare ad altre industrie o attività (che sarebbe lo sviluppo). Quasi ogni anno, le piantagioni dei proprietari sono diventate un po' più grandi e i loro raccolti più abbondanti (questi sono i risultati della crescita). Ma le città non sono fiorite, la tecnologia non è progredita e le nuove competenze e l'istruzione si sono diffuse lentamente (questi sarebbero i risultati dello sviluppo). Di conseguenza, la Carolina del Nord e altri stati del sud sono rimasti molto indietro rispetto al livello di sviluppo economico negli stati liberi del nord.

L'immagine non disturba tutti

La maggior parte delle famiglie bianche, tuttavia, viveva in piccole fattorie senza schiavi e spesso lontane da buone vie di trasporto. A differenza dei proprietari delle piantagioni, non potevano vivere vendendo i loro raccolti ad altri, perché il lungo e costoso viaggio al mercato potrebbe costare più dei profitti del viaggio. Inoltre, se si concentravano sulla coltivazione di colture di mercato come il cotone o il tabacco, dovevano preoccuparsi che un improvviso calo del prezzo di mercato potesse lasciarli senza abbastanza soldi per comprare cibo. Invece di coltivare i raccolti da vendere, queste famiglie si sono concentrate sull'allevamento di mais e maiale quanto basta per nutrirsi. Alla fine dell'anno, potevano vendere ciò che avevano avanzato per comprare le cose che non potevano fare. Gli storici chiamano questi agricoltori "yeoman", o sussistenza, agricoltori.

Gli agricoltori di sussistenza vivevano in tutta la Carolina del Nord, ma erano più numerosi nell'entroterra più isolato a ovest. Vivevano in modo molto semplice, spesso in capanne di legno con una stanza singola, e vestiti con abiti fatti in casa. Tutta la famiglia ha lavorato insieme per gestire l'azienda agricola. Quando i compiti diventavano troppo pesanti per il lavoro di una famiglia, le famiglie aiutavano i vicini condividendo il lavoro nell'imbottire le api, nell'allevamento dei fienili e nelle scrofe di mais.

Era una vita dura, ma i contadini che possedevano la loro terra e non avevano debiti non avevano bisogno di raccogliere denaro per i proprietari o gli esattori. Hanno apprezzato l'indipendenza che l'agricoltura di sussistenza ha offerto loro e potrebbero essere molto sospettosi dei cambiamenti che potrebbero metterli sotto il controllo di persone più potenti da molto lontano. Anche se erano insoddisfatti, la maggior parte degli agricoltori e dei piantatori non pensava al cambiamento. La terra più a ovest era ancora troppo abbondante. Potrebbero decidere di allontanarsi.

L'apertura di nuove terre in Tennessee, Alabama e Mississippi indusse molti bianchi della Carolina del Nord a tentare la fortuna in altre parti del paese. Lì speravano di lasciarsi alle spalle i campi logori della Carolina del Nord e di trovare un terreno più ricco su cui coltivare meglio i loro raccolti. Speravano anche di trovare fiumi più profondi e più facilmente percorribili su cui spostare i loro prodotti in modo più economico ed efficiente. Altri hanno cercato nuove case negli stati settentrionali come Ohio, Indiana e Illinois. Sono andati al nord per le stesse ragioni e anche di più: nel nord la schiavitù era illegale.

Ma il cambiamento arriva

Alla fine, alcuni leader della Carolina del Nord iniziarono ad agire per cambiare l'immagine dello stato di Rip Van Winkle. Volevano che lo stato costruisse nuove strade, canali e in seguito ferrovie per aprire aree isolate. Volevano creare un sistema scolastico pubblico per portare l'istruzione a più persone e avviare riforme che potessero migliorare la vita degli sfortunati cittadini della Carolina del Nord. Altri riformatori hanno cercato di rendere la politica più democratica e di dare a più uomini il diritto di voto. Alcuni volevano persino eliminare la schiavitù, ma quegli sforzi erano deboli e molto impopolari tra i cittadini bianchi.

Questi piani di riforma erano controversi nella Carolina del Nord anteguerra, perché la ricchezza e il potere politico dello stato erano concentrati nella parte orientale, dove il trasporto delle merci al mercato non era così difficile e il lavoro degli schiavi era profondamente radicato. I maggiori problemi con i trasporti e la povertà erano in alcune parti della sezione occidentale, nell'entroterra e nelle montagne. La costruzione di ferrovie e scuole sarebbe costosa e dovrebbe essere sostenuta da tasse più elevate in tutto lo stato. Ma i contribuenti della Carolina del Nord orientale non volevano pagare tasse più alte a beneficio dell'Occidente.

Anche in Occidente, alcuni contadini non hanno sostenuto le riforme. Si preoccupavano per le tasse elevate e si chiedevano se le nuove ferrovie avrebbero potuto porre fine alla loro indipendenza insieme al loro isolamento. Altri yeomen non erano d'accordo e accolsero con favore la possibilità di fare più soldi spedendo colture da reddito al mercato. I politici hanno combattuto a lungo e duramente per le riforme perché le persone in una sezione, est o ovest, spesso non capivano o non si preoccupavano delle situazioni nell'altra. Ma i riformatori sostenevano che il progresso sarebbe stato positivo per lo stato nel suo insieme.


Biografie del periodo anteguerra - Storia

Nell'era del revivalismo e delle riforme, l'americano intendeva la famiglia e la casa come le pietre miliari della virtù civica e dell'influenza morale. Questo confinava sempre più le donne bianche della classe media nella sfera domestica, dove erano responsabili dell'educazione dei bambini e del mantenimento delle virtù domestiche. Eppure le donne hanno preso la stessa ideologia che ha definito il loro posto in casa e sono riuscite a usarla per modellarsi un ruolo pubblico. Di conseguenza, le donne sono diventate più visibili e attive nella sfera pubblica che mai. L'influenza del Secondo Grande Risveglio, unita alle nuove opportunità educative disponibili per ragazze e giovani donne, permise alle donne bianche della classe media di lasciare le loro case in massa, unendosi e formando società dedicate a tutto, dagli interessi letterari al movimento antischiavista.

All'inizio del diciannovesimo secolo, la comprensione dominante del genere sosteneva che le donne fossero le guardiane della virtù e le capi spirituali della casa. Le donne dovevano essere pie, pure, sottomesse e domestiche e trasmettere queste virtù ai loro figli. Gli storici hanno descritto queste aspettative come il "Culto della domesticità" o il "Culto della vera femminilità" e si sono sviluppate in tandem con l'industrializzazione, la rivoluzione del mercato e il Secondo Grande Risveglio. All'inizio del diciannovesimo secolo, la vita lavorativa degli uomini li portava sempre più fuori casa e nella "sfera pubblica". Allo stesso tempo, il revivalismo ha sottolineato il potenziale unico delle donne e l'obbligo di coltivare i valori cristiani e la spiritualità nella "sfera domestica". C'erano anche reali limiti legali a ciò che le donne potevano fare al di fuori di esso. Le donne non potevano votare, gli uomini hanno ottenuto il controllo legale sulla proprietà delle loro mogli e le donne con bambini non avevano diritti legali sulla loro prole. Inoltre, le donne non potevano avviare il divorzio, fare testamenti o firmare contratti. Le donne detenevano effettivamente lo status giuridico di bambini.

Tuttavia, poiché il movimento evangelico ha posizionato in modo preminente le donne come custodi della virtù morale, molte donne della classe media hanno sfruttato questo obbligo spirituale in un ruolo più pubblico. Sebbene fosse proibito partecipare a politiche formali come votare, ricoprire cariche e fare le leggi che le governavano, le donne bianche sono entrate nell'arena pubblica attraverso il loro attivismo in organizzazioni di beneficenza e di riforma. Le organizzazioni benevole dedicate all'evangelizzazione tra i poveri, all'incoraggiamento alla temperanza e alla lotta all'immoralità erano tutte considerate pertinenti all'attenzione tradizionale delle donne alla famiglia, all'istruzione e alla religione. Il lavoro volontario relativo alle leggi sul lavoro, alla riforma carceraria e all'antischiavitù applicava i ruoli delle donne come custodi della virtù morale per affrontare tutte le forme di problemi sociali che ritenevano contribuissero al declino morale della società. Poiché la riforma e il revivalismo anteguerra hanno portato le donne nella sfera pubblica più che mai, le donne e i loro alleati maschi sono diventati più attenti alle miriadi di forme di iniquità di genere negli Stati Uniti.

L'educazione femminile fornisce un esempio dei grandi progressi fatti da e per le donne durante il periodo anteguerra. Come parte del movimento per la riforma dell'istruzione guidato da Horace Mann e William Holmes McGuffey, diverse donne riformatrici hanno lavorato instancabilmente per aumentare l'accesso delle donne all'istruzione. Nel 1814 Emma Willard fondò il Middlebury Female Seminary con l'esplicito scopo di educare le ragazze con lo stesso rigoroso curriculum utilizzato per i ragazzi della stessa età. Originariamente gestendo la scuola dalla sua casa di Middlebury, nel Vermont, gli sforzi di Willard per espandere la sua scuola hanno lottato contro le difficoltà finanziarie e l'opposizione pubblica. Fu solo nel 1821 che riuscì a raccogliere abbastanza contributi privati ​​per finanziare l'apertura del suo seminario femminile di Troy (ora chiamato Emma Willard School). La scuola ha educato i futuri leader del movimento per i diritti delle donne come Elizabeth Cady Stanton. Mary Lyons ha anche lavorato per creare opportunità nell'educazione delle donne, aiutando a stabilire diversi seminari educativi femminili prima di fondare il Mount Holyoke College nel 1837. Lyons e Willard hanno preso di mira specificamente la ricca borghesia, ma il loro lavoro ha comunque aperto le porte per le donne che in precedenza erano rimaste Chiuso.

La partecipazione delle donne alla crociata contro la schiavitù ha ispirato in modo più diretto specifiche campagne per i diritti delle donne. Molti dei primi sostenitori dei diritti delle donne hanno iniziato il loro attivismo combattendo le ingiustizie della schiavitù, tra cui Angelina Grimké, Lucretia Mott, Sojourner Truth, Elizabeth Cady Stanton e Susan B. Anthony. Nel 1830, le donne in città come Boston, New York e Filadelfia fondarono società femminili dedicate alla missione antischiavista. Inizialmente, queste società erano simili ai progetti basati sulla preghiera e sulla raccolta fondi di altre società di riforma. Con la proliferazione di tali società, tuttavia, le loro strategie sono cambiate. Le donne non potevano votare, per esempio, ma usavano sempre più il loro diritto di petizione per esprimere le loro lamentele contro la schiavitù al governo. Donne appassionate come le sorelle Grimké cominciarono persino a viaggiare nei circuiti di conferenze dedicati alla causa. Quest'ultima strategia, nata da una fervente difesa antischiavista, alla fine ha legato la causa dei diritti delle donne a quella dell'abolizionismo.

Sarah Moore Grimké e Angelina Emily Grimké sono nate da una famiglia benestante a Charleston, nella Carolina del Sud, dove hanno assistito in prima persona agli orrori della schiavitù. Respinti dal trattamento riservato agli schiavi nella propria fattoria di famiglia, decisero di sostenere il movimento antischiavista condividendo le loro esperienze durante i tour di conferenze del Nord. Sono state tra le prime e più famose donne americane ad assumere un ruolo così pubblico in nome della riforma. Tuttavia, quando le sorelle Grimké hanno incontrato sostanziali molestie e opposizione al loro discorso pubblico sull'antischiavitù, sono state ispirate a parlare contro qualcosa di più del sistema schiavista. Hanno iniziato ad affrontare le questioni dei diritti delle donne in tandem con la causa abolizionista tracciando confronti diretti tra la condizione delle donne negli Stati Uniti e la condizione dello schiavo.

Mentre il movimento antischiavista acquisì slancio negli stati del nord negli anni 1830 e 1840, così fecero anche gli sforzi per i diritti delle donne. Questi sforzi raggiunsero il culmine in un evento che ebbe luogo a Londra nel 1840. Quell'anno, Elizabeth Cady Stanton e Lucretia Mott furono tra i delegati americani che parteciparono alla Convenzione mondiale antischiavista a Londra. Tuttavia, a causa di disaccordi ideologici tra alcuni degli abolizionisti, gli organizzatori della convention si sono rifiutati di far sedere le delegate o di consentire loro di votare durante i lavori. Irritati da questo trattamento, Stanton e Mott tornarono negli Stati Uniti con un rinnovato interesse nel perseguire i diritti delle donne. Nel 1848, organizzarono la Convenzione di Seneca Falls, un vertice di due giorni nello stato di New York in cui i difensori dei diritti delle donne si riunivano per discutere i problemi delle donne.

Lucretia Mott ha fatto una campagna per i diritti delle donne, l'abolizione e l'uguaglianza negli Stati Uniti. Joseph Kyle (artista), Lucretia Mott, 1842. Wikimedia.

Il risultato della Convenzione di Seneca Falls è stata la Dichiarazione dei sentimenti. Modellata sulla Dichiarazione di Indipendenza per enfatizzare la convinzione che i diritti delle donne fossero parte delle stesse promesse democratiche su cui si fondavano gli Stati Uniti, la Dichiarazione dei sentimenti ha delineato quindici rimostranze e undici risoluzioni volte a promuovere l'accesso delle donne ai diritti civili. La Dichiarazione inizia: "Riteniamo queste verità per sé evidenti: che tutti gli uomini e le donne sono creati uguali..." e afferma che "La storia dell'umanità è una storia di ripetute offese e usurpazioni da parte dell'uomo verso la donna, avendo in diretto oggetto l'instaurazione di una tirannia assoluta su di lei”. Sebbene certamente radicale, questa affermazione esprimeva la convinzione dei riformatori che gli uomini bianchi avessero effettivamente impedito alle donne bianche di esercitare i diritti naturali concessi a ogni essere umano. Sessantotto donne e trentadue uomini, tutti già impegnati in qualche aspetto della riforma, hanno firmato la Dichiarazione dei sentimenti. Questo documento ha inaugurato quasi un secolo di azione a favore dei diritti delle donne.

L'incapacità delle donne di votare è stata la prima lamentela elencata nella Dichiarazione dei sentimenti, ma questa non era la prima volta che le donne bianche a New York avevano chiesto il diritto di voto. Due anni prima, nel 1846, un gruppo di sei donne aveva presentato una petizione al legislatore dello stato di New York per modificare la costituzione al fine di concedere alle donne il diritto di voto. Tuttavia, mentre il suffragio si sarebbe rivelato una solida pietra angolare del movimento per i diritti delle donne, gli attivisti prebellici cercavano qualcosa di più dei semplici diritti politici formali. Perseguirono anche la riforma delle leggi che obbligavano le donne a dipendere dai loro mariti o dai membri maschi della famiglia. Women’s rights advocates rallied against laws that prohibited married women from owning property independently of their husbands and all laws that rendered married women “civilly dead.” Above all else, antebellum women’s rights advocates sought civil equality for men and women. They fought what they perceived as senseless gender discrimination, such as barring women from attending college or paying female teachers less than their male colleagues, and they argued that men and women should be held to the same moral standards.

The Seneca Falls Convention was the first of many similar gatherings promoting women’s rights across the northern states. Yet the women’s rights movement grew slowly, and experienced few victories: few states reformed married women’s property laws before the Civil War, and no state was prepared to offer women the right to vote during the antebellum period. At the onset of the Civil War, women’s rights advocates temporarily threw all of their support behind abolition, allowing the cause of racial equality to temporarily trump that of gender equality. But the words of the Seneca Falls convention continued to inspire activists for generations.


Antebellum Industrialization

Robert S. Davis Jr., "The First Golden Age of Georgia Industry, 1828-1860," Georgia Historical Quarterly 72 (winter 1988): 699-711.

Louis De Vorsey Jr., "Early Water-Powered Industries in Athens and Clarke County," Papers of the Athens Historical Society 2 (1979): 39-51.

Michele Gillespie, Free Labor in an Unfree World: White Artisans in Slaveholding Georgia, 1789-1860 (Athens: University of Georgia Press, 2000).

Richard W. Griffin, "The Augusta (Georgia) Manufacturing Company in Peace, War, and Reconstruction, 1847-1877," Revisione della storia aziendale 32 (spring 1958): 60-73.

Richard W. Griffin, "The Origins of the Industrial Revolution in Georgia: Cotton Textiles, 1810-1865," Georgia Historical Quarterly 42 (December 1958): 355-75.

Richard W. Griffin, "The Textile Industry in Greene County, Georgia, before 1860," Georgia Historical Quarterly 48 (March 1964): 81-84.

J. G. Johnson, "Notes on Manufacturing in Ante-Bellum Georgia," Georgia Historical Quarterly 16 (September 1932): 214-31.

David Nordan, "The Enduring Tragedy of New Manchester," Georgia Journal, November/December 1997, 18-22.

R. H. Shryock, "The Early Industrial Revolution in the Empire State," Georgia Historical Quarterly 11 (June 1927): 109-28.

James L. Skinner III, ed., The Autobiography of Henry Merrell: Industrial Missionary to the South (Athens: University of Georgia Press, 1991).


Biographies of the Antebellum Period - History

By 1830 slavery was primarily located in the South, where it existed in many different forms. African Americans were enslaved on small farms, large plantations, in cities and towns, inside homes, out in the fields, and in industry and transportation.

Though slavery had such a wide variety of faces, the underlying concepts were always the same. Slaves were considered property, and they were property because they were black. Their status as property was enforced by violence -- actual or threatened. People, black and white, lived together within these parameters, and their lives together took many forms.

Enslaved African Americans could never forget their status as property, no matter how well their owners treated them. But it would be too simplistic to say that all masters and slaves hated each other. Human beings who live and work together are bound to form relationships of some kind, and some masters and slaves genuinely cared for each other. But the caring was tempered and limited by the power imbalance under which it grew. Within the narrow confines of slavery, human relationships ran the gamut from compassionate to contemptuous. But the masters and slaves never approached equality.

The standard image of Southern slavery is that of a large plantation with hundreds of slaves. In fact, such situations were rare. Fully 3/4 of Southern whites did not even own slaves of those who did, 88% owned twenty or fewer. Whites who did not own slaves were primarily yeoman farmers. Practically speaking, the institution of slavery did not help these people. And yet most non-slaveholding white Southerners identified with and defended the institution of slavery. Though many resented the wealth and power of the large slaveholders, they aspired to own slaves themselves and to join the priviledged ranks. In addition, slavery gave the farmers a group of people to feel superior to. They may have been poor, but they were not slaves, and they were not black. They gained a sense of power simply by being white.

In the lower South the majority of slaves lived and worked on cotton plantations. Most of these plantations had fifty or fewer slaves, although the largest plantations have several hundred. Cotton was by far the leading cash crop, but slaves also raised rice, corn, sugarcane, and tobacco. Many plantations raised several different kinds of crops.

Besides planting and harvesting, there were numerous other types of labor required on plantations and farms. Enslaved people had to clear new land, dig ditches, cut and haul wood, slaughter livestock, and make repairs to buildings and tools. In many instances, they worked as mechanics, blacksmiths, drivers, carpenters, and in other skilled trades. Black women carried the additional burden of caring for their families by cooking and taking care of the children, as well as spinning, weaving, and sewing.

Some slaves worked as domestics, providing services for the master's or overseer's families. These people were designated as "house servants," and though their work appeared to be easier than that of the "field slaves," in some ways it was not. They were constantly under the scrutiny of their masters and mistresses, and could be called on for service at any time. They had far less privacy than those who worked the fields.

Because they lived and worked in such close proximity, house servants and their owners tended to form more complex relationships. Black and white children were especially in a position to form bonds with each other. In most situations, young children of both races played together on farms and plantations. Black children might also become attached to white caretakers, such as the mistress, and white children to their black nannies. Because they were so young, they would have no understanding of the system they were born into. But as they grew older they would learn to adjust to it in whatever ways they could.

The diets of enslaved people were inadequate or barely adequate to meet the demands of their heavy workload. They lived in crude quarters that left them vulnerable to bad weather and disease. Their clothing and bedding were minimal as well. Slaves who worked as domestics sometimes fared better, getting the castoff clothing of their masters or having easier access to food stores.

The heat and humidity of the South created health problems for everyone living there. However, the health of plantation slaves was far worse than that of whites. Unsanitary conditions, inadequate nutrition and unrelenting hard labor made slaves highly susceptible to disease. Illnesses were generally not treated adequately, and slaves were often forced to work even when sick. The rice plantations were the most deadly. Black people had to stand in water for hours at a time in the sweltering sun. Malaria was rampant. Child mortality was extremely high on these plantations, generally around 66% -- on one rice plantation it was as high as 90%.

One of the worst conditions that enslaved people had to live under was the constant threat of sale. Even if their master was "benevolent," slaves knew that a financial loss or another personal crisis could lead them to the auction block. Also, slaves were sometimes sold as a form of punishment. And although popular sentiment (as well as the economic self-interest on the part of the owners) encouraged keeping mothers and children and sometimes fathers together, these norms were not always followed. Immediate families were often separated. If they were kept together, they were almost always sold away from their extended families. Grandparents, sisters, brothers, and cousins could all find themselves forcibly scattered, never to see each other again. Even if they or their loved ones were never sold, slaves had to live with the constant threat that they could be.

African American women had to endure the threat and the practice of sexual exploitation. There were no safeguards to protect them from being sexually stalked, harassed, or raped, or to be used as long-term concubines by masters and overseers. The abuse was widespread, as the men with authority took advantage of their situation. Even if a woman seemed agreeable to the situation, in reality she had no choice. Slave men, for their part, were often powerless to protect the women they loved.

The drivers, overseers, and masters were responsible for plantation discipline. Slaves were punished for not working fast enough, for being late getting to the fields, for defying authority, for running away, and for a number of other reasons. The punishments took many forms, including whippings, torture, mutilation, imprisonment, and being sold away from the plantation. Slaves were even sometimes murdered. Some masters were more "benevolent" than others, and punished less often or severely. But with rare exceptions, the authoritarian relationship remained firm even in those circumstances.

In addition to the authority practiced on individual plantations, slaves throughout the South had to live under a set of laws called the Slave Codes. The codes varied slightly from state to state, but the basic idea was the same: the slaves were considered property, not people, and were treated as such. Slaves could not testify in court against a white, make contracts, leave the plantation without permission, strike a white (even in self-defense), buy and sell goods, own firearms, gather without a white present, possess any anti-slavery literature, or visit the homes of whites or free blacks. The killing of a slave was almost never regarded as murder, and the rape of slave women was treated as a form of trespassing.

Whenever there was a slave insurrection, or even the rumor of one, the laws became even tighter. At all times, patrols were set up to enforce the codes. These patrols were similar to militias and were made up of white men who were obligated to serve for a set period. The patrols apprehended slaves outside of plantations, and they raided homes and any type of gathering, searching for anything that might lead to insurrection. During times of insurrection -- either real or rumored -- enraged whites formed vigilance committees that terrorized, tortured, and killed blacks.

While most slaves were concentrated on the plantations, there were many slaves living in urban areas or working in rural industry. Although over 90% of American slaves lived in rural areas, slaves made up at least 20% of the populations of most Southern cities. In Charleston, South Carolina, slaves and free blacks outnumbered whites. Many slaves living in cities worked as domestics, but others worked as blacksmiths, carpenters, shoemakers, bakers, or other tradespeople. Often, slaves were hired out by their masters, for a day or up to several years. Sometimes slaves were allowed to hire themselves out. Urban slaves had more freedom of movement than plantation slaves and generally had greater opportunities for learning. They also had increased contact with free black people, who often expanded their ways of thinking about slavery.

Slaves resisted their treatment in innumerable ways. They slowed down their work pace, disabled machinery, feigned sickness, destroyed crops. They argued and fought with their masters and overseers. Many stole livestock, other food, or valuables. Some learned to read and write, a practice forbidden by law. Some burned forests and buildings. Others killed their masters outright -- some by using weapons, others by putting poison in their food. Some slaves comitted suicide or mutilated themselves to ruin their property value. Subtly or overtly, enslaved African Americans found ways to sabotage the system in which they lived.

Thousands of slaves ran away. Some left the plantation for days or weeks at a time and lived in hiding. Others formed maroon communities in mountains, forests or swamps. Many escaped to the North. There were also numerous instances of slave revolts throughout the history of the institution. (For one white interpretation of slave resistance, see Diseases and Peculiarities of the Negro Race) Even when slaves acted in a subservient manner, they were often practicing a type of resistance. By fooling the master or overseer with their behavior, they resisted additional ill treatment.

Enslaved African Americans also resisted by forming community within the plantation setting. This was a tremendous undertaking for people whose lives were ruled by domination and forced labor. Slaves married, had children, and worked hard to keep their families together. In their quarters they were able to let down the masks they had to wear for whites. There, black men, women, and children developed an underground culture through which they affirmed their humanity. They gathered in the evenings to tell stories, sing, and make secret plans. House servants would come down from the "big house" and give news of the master and mistress, or keep people laughing with their imitations of the whites.

It was in their quarters that many enslaved people developed and passed down skills which allowed them to supplement their poor diet and inadequate medical care with hunting, fishing, gathering wild food, and herbal medicines. There, the adults taught their children how to hide their feelings to escape punishment and to be skeptical of anything a white person said. Many slave parents told their children that blacks were superior to white people, who were lazy and incapable of running things properly.

Many slaves turned to religion for inspiration and solace. Some practiced African religions, including Islam, others practiced Christianity. Many practiced a brand of Christianity which included strong African elements. Most rejected the Christianity of their masters, which justified slavery. The slaves held their own meetings in secret, where they spoke of the New Testament promises of the day of reckoning and of justice and a better life after death, as well as the Old Testament story of Moses leading his people out of slavery in Egypt. The religion of enslaved African Americans helped them resist the degredation of bondage.


The Antebellum Period in the United States

Antebellum is a Latin idiom that means ‘before the war.’ It was employed in the background of the history of the United States to offer clarification regarding the time that led to the Civil War . Many consider the Kansas-Nebraska Act of 1854 as being the commencement of the Antebellum Period. However, some argue that it began as early as 1812. Overall, this was a time in American history when the rise of sectionalism ultimately led to the era of Antebellum.

At the time of Antebellum, South America was a monocultural and chivalric society that was founded upon the sweat and labor of African American slaves, a harsh contrast to the industrialization that was taking place in the northern states or rather the Antebellum South. This old south was a land of cotton fields and cavaliers that had the last knights and their ladies fair. This nostalgic, affectionate view is what many thinks about when they recall the Antebellum Period. Nevertheless, even with the representations of grand plantations with their extensive staircases and people talking with soft, enunciations of the South, the reality of a whole race of people considered worthless and used as nothing more than domesticated animals is not a matter that can be easily ignored. As such, they were considered property because of their skin color. Their standing as property was inflicted with actual as well as threatened violence. Though blacks lived within the same parameters with white folks, their lives took different forms as the notion of slavery got impressed upon the blacks to a point where they could not forget their status as property, while their white owners boasted of their status as slave owners. Both the slaves and their masters hated each other, and their statuses never approached equality. As such, theorists have come with several theories that explain these kinds of relationships.

The social contract theory for example, supposes that political order is justifiably acceptable strictly under the conditions of the result of an agreement of individuals who are free, equal and rational. Sinha argues that the politicization of slavery only reinforced this notion. Under this theory, many slave owners were justified to deny fairness to their slaves because they were not equal in any context. Antebellum courts also conducted their rulings in regard to this theory and often denied blacks their rights based on the color of their black skin.

An increase in the demand for cotton around the world was the reason why slavery spread quickly at the Antebellum Period. By the 1830s, Louisiana, Mississippi, and Alabama were at the center of cotton production. These regions were the main producers of the cotton of the United States, with the three of them generating over half the amount of the country and the African American slaves were the people working in these fields. Besides working in the cotton plantations, the slaves worked on other fields with a variety of other crops such as rice, sugarcane, corn, and tobacco. Apart from cultivating, slaves were required to cut and heave wood, dig trenches, slaughter livestock, clear and prepare new land, repair building and tools among other chores. As such, many worked as drivers, mechanics, carpenters, blacksmiths and other positions in other skilled trades. Black women were in addition expected to care for their masters’ families and take care of the children. They were also made to weave, spin, sew, and oversee the families of their masters under the tight scrutiny of their mistresses. Smith talks of the debate that existed regarding slavery, with southerners arguing its importance in comparison to northerners who thought that it should be abolished. As such, slavery increased in the south and they were recognized as property instead of humans. The culture that existed in the Antebellum Period saw different types of relationship formations. Servants who worked and lived near with the families of their masters formed more complex associations as their children and those of their masters developed close bonds with each other. These children often played with each other in the plantations. Black kids also became attached to their mistresses as they did not understand the nature of the environment they had been born into until they were older enough to realize and begin to separate themselves. Black women were subjected to sexual exploitation and they had no one to protect them from the widespread abuse as their men were powerless as slaves. Skilled workers were often given authority to oversee plantation discipline. As such, they harshly punished slaves who could not work fast enough or those who defied their duties among other reasons. Many of them practiced authoritarian relations on their subordinate slaves though there were the benevolent ones.

The living condition of the southern slaves was deplorable. They lived in simple houses with unsanitary conditions that left them vulnerable to disease and bad weather. Their bedding and clothing were inadequate. Conditions in the fields were terrible as the weather beat the slaves who had to persevere or face the wrath of their masters who forced them to work even when they were unwell. Working in rice plantations was pitiable as they had to stand for long hours in water and often contracted malaria and other waterborne diseases. Besides that, they were poorly fed on diets that did not meet their body needs to be able to assume their heavy workload. Those who worked as domestic servants were at times luckier as they would get used garments and easily access food in their master’s stores. The economic situation during the Antebellum era meant that slaves could be traded in an auction block. If a farm experienced a financial loss, or the economic situation deteriorated, slaves would be auctioned as property to cover for the financial losses. Some masters also punished them by taking them for auction to separate immediate slave families to keep them away from their extended families.

The 1860 census of the south at the time of the Antebellum Period provides a clearer understanding regarding the era. The population of the south at that time was about 8 million people. Out of the 8 million individuals, 383,000 were owners of about 4 million slaves. About 25 percent of other southern families owned slaves, meaning that three quarter of the population did not work with slaves. Out of those who were slave owners, half of them only owned four slaves or less. In addition, only 2,000 serf owners had more than 100 thralls. As well, 14 of these slave owners possessed more than 500 bondservants. These statistics illustrate the distribution of slaves and the number and sizes of the plantations. As one can see, the big plantations which were slave-driven were lesser but held large numbers of serfs and fewer others far between. Amongst the southerner populations, most possessed their own piece of land. However, this land was unfit to large-scale production and was alternatively used to produce crops for the use of the family. Small cash crops were also grown in these lands. Family labor was often used to build these farms as opposed to the typical use of slaves’ labor. Even so, these commoner farmers defended the use of humans as slaves because they aspired to become planters in the future and the thought of having to compete with four million slaves did not seem attainable considering that they would be involved in the sale of their cash crop.


Tag: Antebellum Period

William Hayden English. Courtesy of Indiana Historical Society.

When I started researching him, William Hayden English seemed like a pretty typical figure for the 19th century: Congressman, businessman, Vice-Presidential candidate. However, I soon realized how complicated his life and his politics really were.

English played a key role in the unrest in Kansas during the antebellum period, yet supported the Union during the Civil War (but was still antagonistic towards Lincoln’s presidency). A deal broker, English often chose the middle of the road. He was a conciliator, a compromiser, and a tactical politician who was a Pro-Union Democrat who held misgivings about both slave-sympathizers in the South and radical Republicans in the North. In more ways than one, he was truly a man apart.

William Hayden English was born on August 27, 1822. Early in his life, English received some formal education. According to a letter by E. D. McMaster from 1839, English received education in the “Preparatory and Scientific departments” of Hanover College. Additionally, he received accreditation to teach multiple subjects at common schools by examiners Samuel Rankin and John Addison. He would eventually leave school and pursue law, where he passed the bar in 1840.

The English family home in Englishton Park, Lexington, Scott County, Indiana, circa 1900. English lived here for many years with his family until his time in the Indiana House brought him to Indianapolis. An IHB marker for English is at this location. Courtesy of Indiana Historical Society.

His major break in politics came with his selection as the principal Secretary of the Indiana Constitutional Convention of 1850. During his time as Secretary, he earned the reputation as being a thoughtful and balanced tactician, someone who was willing to work with others and make things happen.

The first page of the manuscript version of the 1851 Indiana State Constitution. English honed his political skills during his time as principal secretary for the Constitutional Convention. Courtesy of Indiana Historical Society.

Using this newly-earned reputation, English was first elected to the Indiana House of Representatives from Scott County in August of 1851. On March 8, 1852, after the resignation of Speaker John Wesley Davis, English was elected Speaker of the House with an overwhelming majority of the vote. He was only 29 years old, making him the one of the youngest Speakers in Indiana History.

In his election speech, he stated his praise for the new Constitution and called for a full new legal code to be established. He additionally called for a “spirit of concession and compromise” and for his colleagues to “zealously apply himself to the completion of the great work intrusted [sic] to us by a generous constituency.” In effect, the Indiana House of Representatives under Speaker English had consolidated state government and extended its purview to neglected regions of the state.

William English’s official Congressional Portrait, 1859. Courtesy of the Library of Congress.

After his time in state government, English was called for national service. He won his first election to the United States House of Representatives in 1852, and was reelected in 1854, 1856, and 1858. During his tenure in Congress, English would be remembered for his “wise and patriotic course in Congress,” notably his important role in crafting a controversial bill that gave Kansas the choice of whether to come into the Union as a free or slave state.

English’s time in Congress, much like the rest of his political career, can be seen as pragmatic. While he morally abhorred slavery, he condemned abolitionists and believed in the notion of “popular sovereignty,” which argued that the people of a state or territory should choose for themselves whether to have slavery. He stated his view in a speech in 1854:

Sir, I am a native of a free State [sic], and have no love for the institution of slavery. Aside from the moral question involved, I regard it as an injury to the State where it exists….But sir, I never can forget that we are a confederacy of States, possessing equal rights, under our glorious Constitution. That if the people of Kentucky believe the institution of slavery would be conducive to their happiness, they have the same right to establish and maintain that we of Indiana have to reject it and this doctrine is just as applicable to States hereafter to be admitted as to those already in the Union.

During this session, Congress was debating a bill named the Kansas-Nebraska Act, which would repeal the Missouri Compromise (also known as the Compromise of 1820) and allow for states and their citizens to decide whether they wanted to be admitted as a slave state or free state. English voted for the bill and it was later signed into law by President Franklin Pierce on May 30, 1854. Almost immediately, violence erupted between pro-slavery and anti-slavery advocates in the state, who could not agree on the direction of the state constitution.

Alexander Stephens, circa 1860s. A congressman from Georgia, Stephens helped English craft the “English Bill” that hoped to quell unrest in the territory of Kansas. Ironically, he is best remembered for being Vice-President of the Confederacy during the Civil War. Per gentile concessione della Biblioteca del Congresso.

After his reelection in 1856, English, along with congressional colleague Alexander Stephens, went to work on a compromise bill that would potentially quell the violence and political unrest. This compromise, known as the English Bill, allowed the citizens of Kansas to either accept or reject the pro-slavery Lecompton Constitution. However, if the citizens of Kansas chose to be a slave state by referendum, they had to additionally let go of federal land grants within the territory.

The bill passed and the voters of Kansas did not reject the land grants, thus rejecting the Lecompton Constitution. Upon the Bill’s passage, English declared that, “The measure just passed ought to secure peace, and restore harmony among the different sections of the confederacy.” The Kansas issue would be not resolved until its admission to the Union as a free state in 1861. As he did in the Indiana House, English struck a compromise that hoped to quell the violence, using federal land grants as a way to take heat off the slavery issue.

While the English Bill attempted to stave off conflict within Kansas, the harmony among the nation was short lived. The growing tensions among pro-slavery and anti-slavery factions of the country were mounting, and English lamented this development in one of his final speeches to Congress. He chastised both the abolitionists and radical Republicans, who he believed had appealed to the “passions and prejudices of the northern people, for the sake of getting into office and accomplishing mere party ends.” To English, the cause of all this strife was the agitation of the slavery question and the solution would be to elect a Democrat President and ensure that the national discussion be reverted back to other issues of state. This did not happen in the fall of 1860, voters chose Republican Abraham Lincoln and the first seven southern states seceded from the union.

By 1861, right as English was leaving Congress, the United States became engulfed in Civil War. While many within the national Democratic Party either defected to the Confederacy or took a tenuous position of support in the north, English was unequivocally for the Union. In an August 16, 1864 article in the Indiana Daily State Sentinel, the Committee of the Second Congressional District, under the chairmanship of English, wrote a platform that supported the Union and decried the act of secession. However, it did reserve criticism for President Lincoln, particularly with regards to supposed violations of freedom of speech. English’s pragmatic, even-handed political gesture fell in line with many of his past political actions.

Campaign poster for candidacy of Winfield Scott Hancock and William Hayden English, 1880. Image courtesy of the Library of Congress.

After his time in Congress, he was the President of the First National Bank of Indianapolis for 14 years. He established the bank in 1863, taking advantage of the reestablished national banking system during the Civil War. According to historian Emma Lou Thornbrough, the First National Bank of Indianapolis became “the largest bank of Indianapolis, and one of the largest in the Middle West.” He is also listed as a “banker” in the 1870 Census and as a “capitalist” in the 1880 Census. By the time of his death in 1896, English had become one of the wealthiest men in Indiana.

Even though his time in national politics was years removed, he was nonetheless nominated by the Democratic Party in 1880 for Vice President, with Winfield Scott Hancock as President. Articles in the Notizie di Indianapolis e il atlantico noted that his chances for the Vice-Presidential nomination were quite good, especially if the candidate was presumed front-runner Samuel J. Tilden of New York. Entro giorni dal Notizia piece, when asked if he was interested in the VP nomination, English said, “None whatever, for that or any other office.

A campaign poster for Hanock and English, with a patriotic flair, 1880. Image courtesy of the Library of Congress.

Despite his protestations, English was nominated for the Vice-Presidency by the Democratic Party on June 24, 1880, after Tilden redrew his consideration for the Presidential nomination and General Winfield Scott Hancock was elected in his stead. In his acceptance letter, English wrote that he was “profoundly grateful for the honor conferred” and that his election with Hancock would be a triumph over the dominance of the Republican Party in the presidency. Their chances to win the White House were dashed when they lost to Republicans James Garfield and Chester Arthur in the General Election.

English’s Hotel and Opera House, circa 1948. Completed in 1880, it became a mainstay on Monument Circle before its demolition in 1948. Courtesy of Indiana Historical Society. William Eastin English, circa 1880s. The son of William H. English, William E. managed the English Hotel and Opera House. Like his father, he became a successful businessman and U.S. Congressman. Courtesy of Indiana Historical Society. Actor Lawrence Barrett, circa 1880. When English’s Hotel and Opera House opened on September 27, 1880, Barrett played the lead role in its production of Hamlet. Courtesy of Indiana Historical Society.

While he was running for Vice-President, English’s business empire was also expanding, with his financing and construction of the English Hotel and Opera House. Historians James Fisher and Clifton Phillips noted that English purchased land on the city circle in the 1840s, as a residence for himself and his family. In early 1880, during renovations on the circle, English announced that he would invest in the construction of a new Hotel and Opera House. His son, William E. English, became the proprietor and manager. It officially opened on September 27, 1880, and the first performance was Lawrence Barrett as Hamlet. It would be in continual use until its closure and demolition in 1948.

English served as the President of the Indiana Historical Society, from 1886 until in his death ten years later. During his tenure, English wrote a two-volume history of the Northwest Territory and the life of George Rogers Clark. It was published in 1896, shortly after his death. An 1889 article in the Diario di Indianapolis noted his compiling of sources and his emerging methodology a two-volume general history that would be divided at the 1851 revised State Constitution. By 1895, the project materialized into the history mentioned above, with English using documents from leaders involved, such as Thomas Jefferson and Clark himself. He also conducted interviews with other key figures of the revised Indiana Constitution. English’s historical research became the standard account of the Northwest Territory for those within the Historical Society and the general public for many years.

The English family home on Circle Street, Indianapolis, 1870s. English lived in Indianapolis for most of his adult life, occasionally visiting his home in Scott County. Courtesy of Indiana Historical Society.

William English died on February 7, 1896, as reported by the Diario di Indianapolis. On February 9, thousands came to see his body displayed in the Indiana State Capitol before he was buried in Crown Hill Cemetery.

His legacy in Indiana is lesser known, but he does have some monuments. A sculpture in the Indiana Statehouse commemorates his place in history. The town of English, Indiana is also named after the late politician. According to historian H. H. Pleasant and the Crawford County Democrat, the unincorporated town was originally named Hartford. It was changed to English in 1886 after the town was officially incorporated, in honor of election to Congress from the area. He also has an IHB marker at his former home in Lexington, Scott County, Indiana.

The William English Bust in the Indiana State House. Located on the fourth floor, the bust only lists his time as Indiana House Speaker as an accomplishment. Courtesy in.gov.

To many who enter the Statehouse and see his statue on the fourth floor, he might be just another leader of Indiana’s past. However, English’s political career attempted to stave off Civil War (at least temporarily) and reinforced Indiana’s political tradition of measured, temperate leaders who sought a middle ground on most issues. In that regard, English might be one of Indiana’s most emblematic statesmen.


Antebellum Period (1830-1860)

The Antebellum period in Virginia is marked by significant internal improvements funded by the Virginia Board of Public Works. Large-scale construction of railroads and turnpikes trumped the growth of the waterway system, upon which Fredericksburg's prosperity was heavily dependent. Despite the improvements in roads and the transition to the railroad as the dominant form of transportation, Fredericksburg held to its vision of a series of canals, locks, and dams that would improve transportation routes to and from the city. Funds, however, proved difficult to raise, and not until 1849 was the first in the series of canals complete. By this time, the canal was made obsolete by the railroad. The city was bypassed on the railroad line from Washington, D.C., to Richmond, severely curtailing the prosperity of area merchants (Armstrong 1974 Littlefield 1999).

Circa 1854 view of Fredericksburg from Ferry Farm

Despite a decline in commercial prosperity, the growth of flour mills and gristmills was still vital within Fredericksburg. A number of large commercial mills, one of which gained international recognition, emerged along the canal and the canal raceways that were constructed around the perimeter of Fredericksburg. While slavery was at its peak in Virginia during this period, a number of free blacks settled in neighborhoods within Fredericksburg and worked on the docks, and in the warehouses and mills (FATD 2002). The prosperity of the mills, the settlement of free blacks, and the speculation on an increased trade from the improved canal system stimulated the growth of the city, which reached a population of 5,000 by 1860 (Goolrick 1922).


Guarda il video: La biografia (Luglio 2022).


Commenti:

  1. Jurgen

    Non ho capito la connessione del titolo con il testo

  2. JoJotaur

    è precisamente

  3. Emest

    Forse c'è un errore?

  4. Nuri

    C'è qualcosa in questo. Grazie per la spiegazione, penso anche che più semplice è il meglio ...

  5. Rourke

    Mi unisco. Quindi succede. Possiamo comunicare su questo tema. Qui o in PM.

  6. Wine

    Mi scuso, ma questo non mi va bene. Ci sono altre varianti?

  7. Favian

    È un peccato che non posso parlare ora, molto impegnato. Osvobozhus: assicurati la tua opinione su questo tema.



Scrivi un messaggio